"Scudo digitale: legge per la libertà di parola e contro le cause bavaglio"
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Aggiornamento: 1 giorno fa
Istituto Sociale della Compagnia di Gesù – Classe 4 C - Liceo Scientifico Sportivo

RELAZIONE
Legge sulla libertà e responsabilità digitale.
Norme per la tutela dell’espressione, la protezione dell’individuo e la regolazione delle
piattaforme digitali
Negli ultimi anni il cyberbullismo è incrementato notevolmente, in particolare con l’avvento della pandemia: i social, le chat e i videogiochi sono diventati parte della vita quotidiana, questo ha portato a trascorrere più tempo online. Nascosti dietro a uno schermo, in forma anonima edistante dalla vittima, diminuisce il senso di responsabilità personale delle azioni compiute.
I soggetti principali coinvolti nella situazione sono adolescenti e preadolescenti, nostri coetanei, per questo ci siamo sentiti in dovere di dare voce a chi non ce l’ha, tuttavia il fenomeno riguarda anche persone adulte. Per quanto riguarda gli adulti, la proposta prevede programmi obbligatori di educazione e rieducazione digitale nei casi di condotte accertate, che consistono in percorsi formativi sulla comunicazione responsabile online, sulla tutela della dignità altrui e sulle conseguenze giuridiche dei comportamenti lesivi, eventualmente disposti dal giudice come misura alternativa o integrativa alla sanzione economica.
Noi alunni della 4 sportivo vogliamo contribuire all’aumentare della consapevolezza per poter intervenire con maggiore attenzione. Dunque, la proposta di legge che abbiamo elaborato, tratta della libertà di parola; con l’obiettivo di proteggere attivamente la libertà di espressione e di stampa nell’era digitale, garantendo critiche e informazioni sui social media e piattaforme web senza temere censure arbitrarie. La proposta è suddivisa in tre articoli, i quali trattano: la tutela delle vittime di cyberbullismo con il relativo regime sanzionatorio e lo sviluppo dello scudo digitale.
Quest’ultimo è un insieme di strumenti, comportamenti e strategie per proteggere un utente su Internet da fenomeni come truffe, violazione della privacy e in modo mirato il cyberbullismo. Lo scudo digitale è un concetto educativo e preventivo che include educazione all’uso responsabile del web nel rispetto degli altri, capacità di difesa psicologica che consiste nell’incoraggiare le vittime a non rispondere alle provocazioni, non interiorizzare gli attacchi, bensì a chiedere supporto ad adulti competenti o istituzioni, ovvero, famiglia, scuola, piattaforme online e forze dell’ordine nei casi gravi. Nel suo complesso l’articolo 1 si propone di favorire un equilibrio tra libertà di manifestazione del pensiero, tutela dei diritti individuali e corretto funzionamento del sistema digitale. La norma mira a rafforzare le garanzie per gli utenti delle piattaforme digitali promuovendo trasparenza, correttezza e responsabilità nei processi di moderazione dei contenuti e contrastando pratiche o azioni volte a limitare ingiustamente il dibattito pubblico. Perciò vuole prestare particolare attenzione alla protezione delle opinioni non conformi al pensiero dominante.
Il secondo articolo volge a rafforzare la responsabilità degli utenti e delle piattaforme, favorendo un uso consapevole e corretto degli spazi di comunicazione online, ovvero, promuovendo un ambiente sicuro e rispettoso prevedendo strumenti di intervento contro gli abusi che si verificano sulle piattaforme digitali. L’articolo quindi fa riferimento alla prevenzione e al contrasto dei comportamenti lesivi della dignità individuale. Particolare rilievo è attribuito alla prevenzione, attraverso campagne di sensibilizzazione nelle scuole, programmi formativi permanenti per studenti e adulti, nonché strumenti tecnologici che avvisino l’utente prima della pubblicazione di contenuti potenzialmente offensivi. L’introduzione di un tempo di attesa obbligatorio per la pubblicazione di contenuti potenzialmente sensibili può rappresentare una misura utile in chiave preventiva, in quanto favorisce una riflessione consapevole prima della diffusione. Tuttavia, tale misura deve essere limitata ai soli casi segnalati come a rischio, per evitare un’eccessiva compressione della libertà di espressione e della tempestività della comunicazione digitale. Si anticipa inoltre la possibile criticità relativa alla rimozione immediata dei contenuti da parte dell’autore per evitare responsabilità: la semplice cancellazione del post non esclude l’illecito qualora il danno sia già stato prodotto, né impedisce l’accertamento dei fatti da parte dell’autorità competente. La modifica o la rettifica del contenuto può costituire elemento attenuante nella determinazione della sanzione, ma non sostituisce automaticamente la responsabilità né ripara integralmente il danno arrecato, soprattutto nei casi di diffusione ampia o reiterata. Una disciplina esclusivamente basata sulla rettifica, infatti, rischierebbe di ridurre l’efficacia deterrente della norma.
Infine con la classe abbiamo deciso di aggiungere l’articolo 3 il quale specifica le diverse sanzioni da attribuire in caso di violazione dell’articolo 2. In generale, questi comportamenti sono puniti con sanzioni.
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