"MISURE PER L'INTRODUZIONE DELL'I.A. NELLE MICROIMPRESE"
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IIS ARIMONDI-EULA SAVIGLIANO - Classe 4 D AFM

RELAZIONE
"MISURE PER L’INTRODUZIONE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLE
MICROIMPRESE.
La nostra proposta di legge si basa sulla convinzione che l’uso dell’IA rappresenti una opportunità in molti ambiti, soprattutto economici, e non una minaccia da cui fuggire. In particolare i risultati di un’indagine del Politecnico di Milano, hanno evidenziato che il 95% delle imprese italiane sono ""microimprese” e solo il 20% di queste ha attuato progetti legati all’uso dell’IA. Inoltre l’Italia è solo 23esima su 32 Paesi europei per utilizzo di tecnologie IA nelle imprese.
Un ulteriore elemento da considerare riguarda le marcate differenze di sviluppo economico e digitale tra le Regioni italiane. In molte aree del Paese, soprattutto quelle con minori infrastrutture tecnologiche o con una produttività più fragile, l’accesso agli strumenti innovativi risulta più difficile e la nostra proposta mira anche a colmare questo squilibrio territoriale e favorire una crescita economica più uniforme e inclusiva sull’intero territorio nazionale.
E’ nostra convinzione che promuovendo l’utilizzo dell’IA all’interno delle microimprese italiane, con la massima diffusione possibile, automatizzando operazioni a basso valore aggiunto,si possa contribuire ad una riduzione dei costi che genera a sua volta un'espansione dell’attività delle imprese, aumentando di conseguenza i posti di lavoro e lo sviluppo del sistema economico.
La nostra proposta mira a incentivare l’utilizzo di questa nuova tecnologia per svolgere alcuni degli adempimenti contabili che in larga parte oggi le microimprese svolgono all’interno dell’impresa stessa, come ad esempio la fatturazione e la compilazione della Prima Nota, comportando costi in termini di tempo sottratto alla attività organizzativa o di produzione.
Inoltre l’IA può essere utilizzata in operazioni di marketing, per raccontare meglio la propria storia, creare contenuti più incisivi e profili digitali più solidi e distinguersi dalla massa e liberare tempo per ciò che rende davvero unica la propria attività.
La nostra proposta porterebbe ad una riduzione dei costi e degli errori umani, dato che sarebbe una IA a svolgere alcune procedure contabili, collaborando con il professionista che dovrà poi utilizzare i dati per gli adempimenti fiscali delle microimprese e senza ridurre eccessivamente il suo lavoro. Anzi l’auspicabile aumento della produzione delle microimprese potrebbe far crescere le loro dimensioni e il loro numero aumentando le opportunità di lavoro anche per i professionisti.
Per introdurre e promuovere l’IA è necessario però che gli imprenditori abbiano una formazione e per questo motivo sarà compito delle Camere di Commercio organizzare i corsi di formazione e creare l’albo dei formatori individuati tra i commercialisti iscritti all’albo dei dottori commercialisti e i laureati in materie informatiche. I corsi di base sono gratuiti e finalizzati ad incrementare le conoscenze informatiche degli imprenditori e i corsi avanzati sono a pagamento e finalizzati all’utilizzo delle IA. Le Camere di Commercio finanziano i corsi anche stipulando convenzioni con le aziende informatiche.
I Comuni del territorio sono chiamati a collaborare all’organizzazione e a stipulare delle convenzioni con gli Istituti scolastici di secondo grado. La collaborazione tra scuole e imprese rappresenta uno scambio reciproco basato sulla condivisione di competenze.
Da una parte, gli imprenditori mettono a disposizione le proprie competenze e accolgono gli studenti nelle aziende, dall’altra parte gli studenti contribuiscono in modo attivo all’approccio tecnologico aiutando gli imprenditori a comprendere e utilizzare strumenti come le IA e altre applicazioni. In tal modo gli studenti acquisiscono esperienza pratica e una maggiore consapevolezza del mondo professionale, mentre gli imprenditori hanno l’opportunità di aprirsi a nuove possibilità di innovazione.
Per finanziare la legge si stabilisce un sistema di sgravi fiscali per un ammontare complessivo di 500.000.000 euro a carico del Bilancio dello Stato e nella misura del 40% della spesa sostenuta dalle microimprese che acquistino software per l’utilizzo di IA, dopo aver aderito ai corsi di formazione.
Inoltre si fissa uno stanziamento di spesa di 100 milioni di euro annui da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy,per un quinquennio, da trasferire alle Regioni che provvedono a finanziare i corsi organizzati sul territorio. Le Regioni ogni anno, utilizzando i FESR, stanziano una somma di 1.000.000 di € per finanziare i corsi. Ciascuna impresa che presenti domanda di iscrizione ad un corso di formazione a pagamento si vedrà assegnare dalla Regione la somma forfettaria di 300 euro fino ad esaurimento fondi.
Con regolamenti di attuazione il Ministero del Made in Italy e le Regioni stabiliscono come ripartire i fondi disponibili tra chi organizza i corsi e le microimprese che vi aderiscono.
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